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Mercato auto in discesa:

Mercato auto in discesa:

ecco quali nello specifico

Negli ultimi giorni, secondo delle statistiche il mercato delle auto ha subito un drastico peggioramento. Il totale delle immatricolazioni europee ed anche quelle dei paesi Efta, ammonta a 1.466.336, ovvero il 2% in meno rispetto al precedente anno.

Prima di ciò il mercato delle auto era stabile, se non in crescita. Già a partire da ottobre 2016 è stato registrato un calo del -3%.

Invece se dovessimo confrontare i primi nove mesi del 2017, i veicoli commercializzati sono stati ben 12.026.194, ovvero il 3,6% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma quali sono i paesi fermi?

Mercati in crescita e in perdita, quali sono?

Tra i mercati delle auto che crescono bene, al primo posto troviamo proprio l’Italia. Quest’ultima ha immatricolando ben poco meno di 167mila auto nuove, totalizzando l’8,1% in più. Anche il mercato in Spagna ha registrato un buon risultato, +4,6%.

Il rallentamento è dovuto invece alla Gran Bretagna e Germania, che nell’ultimo periodo hanno fatto davvero ben poco. Ma a far salire le quote è specialmente la Fiat Chrysler Automobiles. Solo a settembre ha immatricolato 90.038 autovetture.

I veicoli che hanno fatto il boom e che hanno contribuito al rialzo del mercato italiano, è sicuramente la serie Alfa, precisamente: Stelvio, Romeo, Jeep che ha innalzato le vendite del 3,6% e infine Giulia con un sorprendente +16%.

Bisogna specificare, così come ha fatto il Centro Studi Promotor, che lo scorso mese (settembre 2017), c’è stato un giorno lavorativo in meno, rispetto agli altri periodi. Ciò significa che il dato 4,5% delle immatricolazioni non conta).

Di conseguenza afferma Gian Primo Quagliano, Presidente del Centro Studi citato prima, che non può essere definita una discesa, ma solamente un rallentamento dovuto a quanto comunicato.

Crollo definitivo? Ecco le proposte future

Il Csp non ha preso molto bene i risultati del mercato auto tedesco, e quelli relativi a quello inglese. Il pensiero invece opposto è del Presidente della Vda, ovvero Matthias Wissmann.

Infatti Wissmann pensa che quello del mercato tedesco, sia solo un periodo. Non è definibile in questo modo quello inglese, che per 9 mesi ha avuto un calo del -3,9%, mentre a settembre il totale è stato -9,3%.